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I TRIONFI
 

Il termine trionfi indica le 22 carte figurate, ma in origine era il nome dell'intero mazzo, e l'antico passatempo per cui veniva usato, il Gioco dei Trionfi, ne è una chiara testimonianza.

Sebbene questa teoria non abbia prove concrete, potrebbere esistere una correlazione fra questo vocabolo e la carta del Carro. In epoca romana, quando un generale si distingueva in guerra, gli veniva attribuito un triomphus: nel corso di questa celebrazione, il capo delle armate entrava a Roma guidando il suo carro trainato da quattro cavalli bianchi, e passava sotto un arco di trionfo costruito in ricordo delle sue gesta, mentre la popolazione festante lo acclamava.

I trionfi sono in tutti i mazzi correnti in numero di 22, e riproducono quasi universalmente la stessa serie di figure dei mazzi rinascimentali. Sebbene in molti mazzi moderni (molti dei quali utilizzati o prodotti esplicitamente per la cartomanzia) la serie dei trionfi sia numerata, le prime versioni erano senza numero: l'ordinamento, conseguente da ragioni sociali o filosofiche legate ai soggetti rappresentati, era ben conosciuto dai giocatori, e imparato a memoria. Sebbene i soggetti dei trionfi non varino da mazzo a mazzo (ma in realtà ci sono eccellenti eccezioni di tarocchi con soggetti totalmente differenti), il loro ordine non è sempre strettamente identico, a seconda delle tradizioni. Tali differenze risalgono sino all'epoca di nascita dei tarocchi stessi da una città all'altra, e ci sono alcune fonti letterarie che attestano differenti ordinamenti. I soggetti tradizionali dei trionfi sono: il matto, il bagatto, la papessa, l'imperatrice, l'imperatore, il papa, gli amanti, il carro, la giustizia, il tempo (o l'eremita), la ruota (della fortuna), la forza (o la virtù), l'appeso, la morte, la temperanza, il diavolo, la saetta (o la torre), la stella, la luna, il sole, il giudizio (universale), il mondo.

La tradizione delle figure riprodotte nei trionfi dei mazzi di tarocchi è tale che variazioni apparenti dei soggetti, come nel caso del tempo o eremita, e della saetta o torre, in realtà sono dovute a cattive o differenti interpretazioni dei soggetti disegnati nella riproduzione da un mazzo all'altro! Così, la clessidra tenuta in mano dal vecchio nella rappresentazione allegorica del tempo si è trasformata nel lume ad olio di un eremita, o il fulmine che nella rappresentazione della saetta colpisce una torre in alcune versioni è passato in secondo piano (o addirittura scomparso) trasformando il significato della carta in quello appunto della torre.
In molti mazzi usati per la cartomanzia, alcune carte hanno nomi differenti: "il bagatto" può allora divenire "il mago", "la papessa" "la sacerdotessa", o "il papa" "lo ierofante". Come detto, l'ordine esatto varia da mazzo a mazzo, e quello presentato qui sopra è da intendersi come indicazione di massima. Il Matto può apparire sia all'inizio della sequenza (col numero 0), sia alla fine (col numero 22).

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