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I TAROCCHI

 

Già noti ai cinesi nel XIII secolo a.c., ma introdotte in Occidente in epoca medioevale, i tarocchi hanno costituito, e probabilmente costituiscono tuttora, il mezzo più diffuso per leggere il futuro. Signori incontrastati della divinazione cartomantica, da sempre hanno suscitato attorno a sé un alone di mistero e di grande fascino.
La loro origine esatta, in relazione alla storia delle carte da gioco, non è nota con certezza, ma è verosimile che costituisca un'integrazione dei mazzi di carte che all'epoca si stavano diffondendo in Europa con una serie di carte speciali chiamate trionfi rappresentanti stati sociali e concetti filosofico-religiosi usati si pensa per l'insegnamento dei giovani delle famiglie nobili.

Secondo Eliphas Lévi, i tarocchi hanno origine dalle carte che riproducevano i theraphim, cioè i simboli ideografici o geroglifici con l'aiuto dei quali i grandi sacerdoti di Gerusalemme interrogavano gli oracoli. A favore di questa tesi c'è il fatto che gli Arcani Maggiori sono 22, come le lettere dell'alfabeto ebraico, mentre l'ipotesi cara a Court de Gébelin nel XVIII secolo, e cioè che risalissero all'antico Egitto, non è stata in nessun modo documentata.

Secondo il grande esoterista e studioso di tarocchi Oswald Wirth, è molto probabile che esista un'influenza delle carte ebraiche sui Tarocchi, i quali sono però una creazione originale nata verosimilmente dalla combinazione delle Naibi e delle carte numerali. Le Naibi, carte note in Italia nel secolo XIV, sono 50 immagini, distribuite in 5 serie di 10 carte. Le serie corrispondono alle condizioni della Vita, alle Muse, alle Scienze, alle Virtù e infine ai Pianeti. Le condizioni della vita vanno dalla più umile fino al supremo potere temporale e spirituale : il mendicante, il servo, l'artigiano, il mercante, il gentiluomo, il cavaliere, il dotto, il re, ed infine l'Imperatore ed il Papa. Le carte numerali vanno da 1 a 10, e comprendono 4 serie che si trovano nelle carte spagnole : coppe, spade, denari e bastoni. I semi delle carte numerali sono assimilati ai 4 elementi : le spade all'aria (poiché la spada turbina nell'aria), i bastoni al fuoco (sono fatti di legno, che è infiammabile), le coppe all'acqua (poiché contengono liquidi), i denari alla terra (poiché sono fatti dei metalli che essa cela).

Restano comunque controverse e quanto mai incerte le origini di queste carte al punto che nessuno è mai stato in grado di stabilire con assoluta certezza dove e quando siano comparse per la prima volta: se alcuni occultisti si sono dichiarati convinti che provengono dall'antico Egitto, altri li hanno fatti risalire alla remota Babilonia, se non addirittura alla favolosa terra di Atlantide. Ciascuna carta dei Tarocchi porta con sé una lunga e misteriosa scia di simbolismi e di allusioni, di riferimenti e recondite connessioni, ognuno delle quali risveglia accenti molto lontani, radicati negli abissi remoti dell'occulto, che accendono vibrazioni e risonanze profonde anche nella sfera di intuizione paranormale del divinatore.

Gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, che derivano dalle Naibi, sono un insieme composito, in cui si accostano immagini di origine biblica (l'Angelo del Giudizio, la Torre, il Diavolo), le virtù predicate dalla Chiesa (la Giustizia, la Forza, la Temperanza), certi astri accompagnati da segni dello zodiaco (la Luna con il Cancro, il Sole con i Gemelli), le due grandi potenze dell'epoca, il Papa e l'Imperatore, ciascuno abbinato ad una sposa, per fantasia, irriverenza o necessità di simmetria. L'Appeso e la Ruota della Fortuna si incontrano spesso nell'iconografia medioevale. La prima carta, il Bagatto, che ricorda il famoso quadro di J. Bosch, "Il Prestigiatore", appartiene ugualmente al repertorio delle allegorie di quel tempo.

Prima di stabilizzarsi nel numero di 78 (22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori), esistevano mazzi con un numero variabile di carte. Ma qualunque fosse il loro numero, le serie di simboli erano costituite con l'aiuto di immagini diffusissime. I simboli erano indifferentemente di origine laica o ecclesiastica, pagana o cristiana, colta o popolare. Sembra che l'essenziale fosse di ottenere una 'totalità' che racchiudesse l'universo. Per questa ragione le carte dei tarocchi sono una rappresentazione dei più importanti archetipi dell'umanità, e per questa ragione ci parlano.

IL MAZZO

Pochi degli originali mazzi di Tarocchi nati tra il Quattrocento e il Cinquecento ci sono pervenuti interi o quasi interi, ma grazie al confronto, all'integrazione fra differenti mazzi, ed alle fonti letterarie, si può constatare come il mazzo di tarocchi si sia mantenuto sostanzialmente inalterato, in particolare nella serie dei trionfi, fino ai mazzi correntemente utilizzati oggi. I primi mazzi di tarocchi contavano dalle 50 alle 80 carte, il più tipico ne aveva 78. Un mazzo di questo genere conteneva 40 carte numerate dall'asso al dieci, e 16 figure (carte di corte) che rappresentavano Re, Regine, Cavalieri e Paggi, o Principesse, divise in quattro semi come le moderne carte da gioco. I quattro semi vennero immaginati come oggetti d'uso comune, quali monete, coppe, bastoni e spade. Questa serie di carte prendeva il nome di arcani minori.

In aggiunta ad esse vi erano però 22 figure complesse, recanti ciascuna un nome ed un numero romano dall' I al XXI, più una carta non numertata che corrispondeva a Il Matto, o il Folle. Erano chiamate arcani maggiori o trionfi ( dalla processione circolare trionfale dell'antica Roma). Queste immagini dipinte nei primi mazzi di tarocchi riflettevano la struttura del mondo medioevale con le figure che in esso si muovevano. Così il mazzo di tarocchi, composto di arcani maggiori e minori, rappresentava tutto un complesso di personaggi con i necessari strumenti rituali, e racchiudeva sia un significato ovvio e innocuo per le persone comuni, sia un contenuto misterico e più complesso per gli iniziati.

LE CARTE SEI SEMI

Le 56 carte dei tarocchi sono formate da quattro semi di 14 carte ciascuno dall'1 (o asso) al 10 più quattro figure: fante, cavallo, regina, re. I semi dei tarocchi possono essere tanto i tradizionali semi italiani (coppe, spade, bastoni e denari), quanto i semi francesi (cuori, picche, fiori, quadri), quanto semi tedeschi, a seconda delle zone.

I Bastoni vengono raffigurati come mazze da cerimonia, diritti, spesso con pomi alle estremità e con decorazioni più o meno ricche lungo il loro fusto. Le Spade invece sono in genere sottili, nere e ricurve come sciabole. In entrambi i semi i simboli sono distribuiti in complicati motivi, e nella maggior parte delle illustrazioni piccole figurine allegoriche riempiono gli spazi vuoti.
Gli assi e le figure, invece, mostrano una certa libertà di stile, sebbene alcuni dettagli comuni, come ad esempio la mano che regge l'asso di Bastoni (un randello) e l'asso di Spade, appaiano nella gran parte delle versioni classiche. I Denari del tarocco sono a volte decorati con una stella a cinque punte, e questo ha valso loro il nome alternativo di "pentagrammi" che viene talora usato nella letteratura anglosassone. Tuttavia non è che uno dei molti motivi geometrici con cui questo seme viene decorato.

È questa la parte del mazzo di tarocchi che presenta le maggiori variazioni a seconda delle varie versioni. In particolare alcune versioni di tarocchi presentano una serie "incompleta" di carte dei semi, come per esempio il Tarocco bolognese (cosiddetto tarocchino per questo motivo) in cui le carte sono 40 e vanno dal 6 al re, più l'asso (e con un ordinamento differente a seconda dei semi). Un esempio di mazzo allargato è invece rappresentato da un antico mazzo proveniente dalla Corte di Milano, in cui le figure sono sei: un fante, un cavaliere, un re ed una regina.

IL GIOCO DEI TAROCCHI

Il gioco tradizionale dei tarocchi sin dalla sua origine è variato poco, anche se innumerevoli varianti ne esistono in tutta Europa. Si tratta di un gioco di prese simile alla briscola, al whist o al bridge, in cui i trionfi giocano il ruolo delle "briscole", cioè delle carte più forti.

Ecco alcune indicazioni per l'uso del Tarocco: Le carte si mescolano sul tavolo con entrambe le mani, con movimento circolare, preferibilmente da destra a sinistra, nella stessa direzione della scrittura ebraica (ciò deve svolgersi in questo modo affinché si mescolino le une con le altre al diritto ed al rovescio), inoltre si devono tagliare sempre con la mano sinistra. I tarocchi devono essere presi dalla parte superiore del mazzo, e posti sul tavolo. Al momento d’aprirle si dovrà tenere la precauzione di farlo girando verticalmente la carta. Questo punto è particolarmente importante perché secondo il modo in cui escono le carte (al diritto o al rovescio), i loro significati variano completamente. Si deve considerare che la carta è diritta o al rovescio nella sua posizione rispetto a chi legge le carte. Infine si deve avvolgere il mazzo in un panno di seta e scegliere una speciale cassettina di legno per riporlo quando non viene usato.

I giocatori possono essere 3 o 4. Nella variante a 3 ognuno gioca per conto suo.Il mazziere (colui che dà le carte) distribuisce 25 carte agli altri 2 giocatori e per lui se ne tiene 28, le carte sono servite a 5 a 5. Il mazziere deve scartare 3 carte che vanno a far parte del suo monte, non si possono scartare Re o Trionfi. È possibile scartare un Re solo nel caso che non si abbia nemmeno un trionfo. Il gioco è iniziato dal giocatore che sta a destra del mazziere, gli altri giocatori sono obbligati a giocare una carta dello stesso seme, nel caso non ne abbiano devono giocare un trionfo, nel caso non abbiano nemmeno trionfi possono giocare una carta a loro scelta. Chi ha giocato la carta più forte le prende tutte e tre che vanno a costituire il "Monte" e sarà lui a continuare il gioco giocando la carta che più gli aggrada. Finito di giocare ogni giocatore prende le carte che sono il suo "Monte" e le conta a tre per volta. Il pareggio è a 26 punti,chi ne fa di più vanta un credito corrispondente ai punti realizzati oltre i 26, chi ne fa di meno ha un debito. Quando si è completato il giro,cioè ogni giocatore ha fatto da Mazziere, il vincitore della partita è quello che ha più crediti. Nella variante a 4 normalmente si gioca in coppia, le carte distribuite sono 19, al mazziere ne rimangono 21 ne deve scartare 2 e il gioco inizia con la variante che essende due coppie il monte è ridotto a 2. Terminate le carte i punti vengono calcolati contando la carte a mucchi di 4, il pareggio si raggiunge a 36 punti. Il valore delle carte. IL mazzo è composto da 4 semi e 22 trionfi. Ogni seme è costituito da 14 carte con valori diversi a discendere. Il re vale 5 punti, la regina 4, il cavaliere 3, il fante 2. Poi ci sono le altre che vanno dal 10 all'uno e valgono 1 punto. I trionfi. Anche nei trionfi il più alto vince ma hanno valori diversi: Il 21, il mondo vale 5 punti come il numero 1 che sarebbe il Bagatto, lo zero detto Il Matto ne vale 4. Dopo che tutti i giocatori hanno giocato una carta, tutte le carte vengono assegnate a quello che ha giocato il trionfo più alto, o nel caso non ne siano stati giocati, a quello che ha giocato la carta del valore più alto del seme iniziale. Il vincitore mette le carte da parte e incomincia una nuova "mano" con una nuova carta tra quelle rimaste in mano, fino al termine delle carte in mano ai giocatori. Il conteggio varia a seconda della composizione delle 4 o 3 carte che si contano a fine mano, se fra le 4 carte c'è una carta di quelle specificate sopra il valore sarà dato da quella carta (per es. il re 5 punti, la regina 4 e così via). Se nelle 4 carte sono presenti 2 o più figure si sottrae un punto ogni figura in più (per es. un re ,una regina + due carte semplici il valore invece di 9 sarà 8). Il matto è indubbiamente la carta più caratteristica dei trionfi, e può essere giocata in qualunque momento; è usata nel conteggio dei punti come carta speciale al posto di un'altra carta che non si possiede. È interessante notare il parallelo tra il matto dei tarocchi e la figura del Jolly nelle carte francesi (rappresentato spesso come un giullare: il soggetto rappresentato e il loro uso sono simili, ma le origini non hanno niente a che fare l'una con l'altra.

 

 

 

 

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