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LETTURA TAROCCHI
 

La differenza tra la cartomanzia ed una lettura consapevole dei tarocchi è che la cartomanzia presume che gli avvenimenti a venire sono già tutti scritti nel destino, mentre una lettura consapevole dei tarocchi si basa sul presupposto che la divinazione è possibile soltanto in alcuni casi. Infatti, quando il risultato di una certa situazione dipende in modo determinante dal lavoro che compiremo su noi stessi, poiché il destino si basa anche sulla nostra volontà, le carte non daranno risposte sul risultato finale, ma si limiteranno a segnalare la necessità di una evoluzione interiore. In questo caso si possono consultare qualche mese più avanti. Se la crescita è avvenuta, le carte ci sveleranno anche l'esito finale di una situazione.

Ogni carta del mazzo possiede un suo preciso significato. Per essere corretti, si tratta di aree di significato, comprendenti al loro interno molte sfaccettature. Nell’eseguire una lettura, sono molti gli elementi da tenere in considerazione. Al momento della stesura delle carte, i tarocchi vengono accostati tra loro e i significati si compenetrano, a volte si rafforzano, altre volte si smorzano a vicenda. I reciproci rapporti di ogni carta con quelle adiacenti fanno della stesura una cosa non più statica, ma fluida… una storia che si racconta da sola. L’abilità del cartomante sta nel saper interpretare correttamente la sequenza con cui le carte si presentano e cogliere i legami che si stabiliscono tra di loro. Chi legge i tarocchi si pone in atteggiamento d’ascolto: sono le carte a parlare.

Inoltre, dal momento che i tarocchi hanno un verso, le carte nella stesura possono comparire capovolte. Si ritiene che in tal caso il loro significato risulti alterato. Alcuni indovini dei nostri giorni preferiscono ignorare questa ulteriore complicazione, ma congedare una parte sostanziale della tradizione in questa maniera sembra un po’ presuntuoso. Ogni carta ha dunque un suo valore e ai fini della divinazione andrebbero utilizzate tutte le carte del mazzo. Ciò non toglie che sia possibile ottenere responsi anche avvalendosi dei soli arcani maggiori e molti odierni cartomanti ritengono sufficiente riferirsi ad essi.

I sistemi oracolari non soltanto sono strumenti di predizione, o stimoli per la visione. Essi riproducono in piccolo un mondo di relazioni analogo al cosmo, attraverso numeri, nonne, cifre o proporzioni, in cui l’Universo si esprime. Un oracolo è un mondo in piccolo, e riunisce dentro di sé la possibilità di tutto ciò che è stato e sarà. Include nel suo disegno una serie di alternative ritmiche che si producono in determinati spazi e tempi reincidenti, che si segnalano aritmeticamente e simbolicamente e danno luogo ai calcoli di possibilità. Queste relazioni numeriche, macrocosmiche e microcosmiche, permettono la trasposizione dall’universale al particolare, mediante un gioco di coordinate che l’oracolo traduce a livello sensibile; da ciò la possibilità di costituirsi in veicoli iniziatici.

Questo è il caso dei Tarocchi e dell’I King, dei calendari precolombiani mesoamericani, che si basano su una perfetta costruzione matematica. In linee generali si potrebbe dire che l’utilità di consultare un oracolo è valida in quanto il consultante desidera ottenere una radiografia interiore di se stesso, adeguata alla situazione o domanda che ha formulato con il dovuto rispetto in occasioni solenni.
Peraltro si deve ricordare che il futuro è solo una proiezione del passato e che non siamo estranei agli avvenimenti che ci tocca vivere. Il ripetersi dei nostri gesti e delle nostre azioni è qualcosa che vale la pena di osservare nelle risposte oracolari. Più difficile è rompere con situazioni e comportamenti che ci imprigionano e in molti casi ciò che ci dice un oracolo è un suggerimento riguardo a questo. Cerchi sempre di capire le risposte nel loro senso più elevato, e in seguito le consideri a livelli distinti. A volte le risposte sono chiare e altre volte non lo sono. Succede anche che in alcune occasioni non si vuole accettare ciò che gli oracoli hanno da dire.

Utilizzo dei tarocchi:

Le carte dei tarocchi si mescolano sul tavolo con entrambe le mani, con movimento circolare, preferibilmente da destra a sinistra, nella stessa direzione della scrittura ebraica (ciò deve svolgersi in questo modo affinché si mescolino le une con le altre al diritto ed al rovescio).

Secondo l'uso si devono tagliare sempre con la mano sinistra, devono essere prese dalla parte superiore del mazzo, e poste sul tavolo. Al momento d’aprirle dovrai tenere la precauzione di farlo girando verticalmente la carta verso di te.

Questo punto è particolarmente importante perché secondo il modo in cui escono le carte dei tarocchi (al diritto o al rovescio), i loro responsi variano completamente. Si deve considerare che la carta è diritta o al rovescio nella sua posizione rispetto a chi legge le carte.

E' tuttavia opportuno, prima di cominciare la spiegazione delle prime stese, aggiungere alcune idee e raccomandazioni che ci saranno utili per meglio comprenderle e trarne il massimo profitto. In primo luogo ricordiamo che i tarocchi, come tutti gli oracoli sacri, è stato disegnato attraverso simboli che esprimono una dottrina cosmogonica; per questa ragione si raccomanda di utilizzarli fondamentalmente per realizzare consultazioni dottrinali, e solo in modo secondario per fare domande d’ordine personale, a cui in tutti i casi vi saranno risposte in aggiunta. E' anche importante servirsi di una buona versione di mazzi di Tarocco. Succede con tutti i libri sacri, che a volte siano stati "riprodotti" con gravi errori e serie tergiversazioni, che a volte possono invertire il senso originale dell’immagine. Lo stesso succede con i Tarocchi, e spesso troviamo certe versioni che sembrano piuttosto essere state realizzate per confondere. È molto importante non allontanarsi in nessun momento dai Principi che si trovano impliciti nelle lame; a volte abbiamo la tendenza di fermarci al senso predittivo delle carte dimenticando l’origine dei suoi simboli. Per questo è raccomandabile ricordare costantemente i significati numerici, geometrici, cabalistici, astrologici, etc., di ogni carta, il che ci permetterà di ottenere una comprensione più cabalistica di questo "Libro". Tutti i simboli sacri trasmettono anche le energie dei saggi e uomini di conoscenza che su essi hanno meditato, cosa che potremo comprovare con la esperienza. In molte scuole che hanno utilizzato il Tarocco come veicolo iniziatico, è costume conoscere i ventidue Arcani Maggiori, prima di iniziare a consultare gli Arcani Minori e le Carte della Corte.

Infine quando il mazzo di tarocchi non viene usato avvolgilo in un panno di seta del colore di sua preferenza, e scelgi una speciale cassettina di legno per riporlo.

Preparazione:

È raccomandabile conservare i Tarocchi, e tutti gli oggetti e libri sacri in un posto scelto, fuori dalla portata dei profani. L’ideale sarebbe avere un tavolo speciale per leggerli, rotondo o quadrato, che si possa coprire con un panno che faciliti il mescolare delle carte.

È anche opportuno realizzare un rito quando si riceve per la prima volta un mazzo di tarocchi. Si deve aspettare un giorno di luna nuova o luna piena per aprirlo, e preferibilmente in ore notturne; accendere una candela (fuoco), un incenso (aria) e disporre una coppa piena d’acqua. Il mazzo di carte e il tavolo simbolegeranno la terra. Dopo aver estratto le carte dei tarocchi dalla scatola di custodia è importante eseguire i seguenti passaggi:

a) Pulizia delle carte: Prendere tutto il mazzo sostenendolo fermamente con il pollice e l’indice della mano destra, e agitarlo con forza per sette volte di seguito (con lo stesso movimento che si fa per abbassare la temperatura di un termometro), pronunciando ad alta voce i nomi dei sette pianeti.

b) Concentrazione e visualizzazione: una volta pulite le carte, prenderle in rassegna una ad una, concentrandosi su ognuna di esse per un momento. Ogni carta è un mandala e può servire come supporto alla meditazione.

Domande:

Già pulite le carte, e dopo essersi concentrato su ognuna di esse, vanno uniste tutte le carte dei tarocchi e disposte sul tavolo. La domanda che viene fatta ai Tarocchi è molto importante, giacché molte volte è proprio la domanda che determina il livello della risposta. E' importante concentrarsi bene e fare la domanda chiara e con fiducia. Con sicurezza l’oracolo, tramite la cartomante le risponderà, e questa risposta dovrà essere accettata come soluzione a ciò che si chiede.

Ci si rivolge ai tarocchi come ad un saggio amico, o ad un insegnante. Non vale mai la pena di affrontare i tarocchi a cuor leggero, o per cose di poca importanza. Le risposte potrebbero non essere gradite.

Al momento di formulare la domanda, è essenziale cercare un attimo di calma interiore ed essere concentrati sull’oggetto della richiesta, e se si tratta di una persona o di un oggetto cercare di visualizzarne l’immagine.
A volte si ha difficoltà a svelare il vero volto dei nostri problemi. Il riserbo è comprensibile, ma la poca sincerità conduce, ovviamente, a risposte inesatte. Non bisogna mai dimenticare che più precisa è la domanda, più esauriente sarà la risposta.

Una volta formulata la domanda, si devono mescolare le carte con un movimento circolare e da destra a sinistra, come le abbiamo indicato precedentemente, in senso antiorario.
Dopo averle rimescolate una prima volta si devono unire tutte le carte in un solo mazzo e metterle con le illustrazioni in basso sul tavolo. Poi bisogna tagliarle in tre gruppi con la mano sinistra e riunirle di nuovo facendo attenzione che rimangano in posizione diversa da come erano prima del taglio. Il tutto è da ripetere per un totale di tre volte, mescolando e tagliando ogni volta. Dopo aver tagliato e riunito le carte per la terza volta si posizionano al centro del tavolo. A questo punto si è pronti per effettuare la stesura. 

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